| |
Patrizia Simionato è una giovane donna dinamica
e sognatrice: ama la Natura, il mondo che la circonda; ama guardare,
esplorare, viaggiare, per provare sempre nuove emozioni, sensazioni
che la arricchiscono e che vengono tradotte nel suo lavoro. Ama la
manualità, il contatto con la materia. Ama la Bellezza, la
Donna, la Femminilità, la Sensualità, l’Eleganza.
Basta guardare le sue pittosculture (così molta critica ha
definito i suoi bassorilievi in ceramica) per cogliere la passione
con cui Patrizia ritrae un’idea di Bellezza che, grazie a quelle
sue forme morbide e alle sue linee nitide, può far parlare
di Classicità, rivisitata attraverso la plastica del Canova
e l’idealizzazione raffinata di Tamara De Lempicka. Ed ecco
volti, corpi, profili armoniosi sublimati in una materia levigata,
pulita, spesso monocroma. Il segno è grafico, inciso, freddo,
ma nell’unione con il rilievo della ceramica dà vita
ad opere sensuali e passionali. Particolarissimo è l’uso
del colore, che non conosce mezze vie: sculture e bassorilievi sono
dominati dal bianco puro o da colori forti, vivi, brillanti. Spesso
il candore di un’opera viene interrotto da un segno dorato,
o da una macchia rossa che, provocando un effetto di scossa e di sorpresa,
fanno meglio percepire ciò che si cela in profondità.
L’eleganza e la ricerca estetica che dominano i lavori di Patrizia
non sono infatti mai fini a sé stessi, bensì nascondono
una certa ricerca interiore, mentre la simmetria e la regolarità
delle forme spesso fanno emergere simbologie e significati che rivelano
il bisogno dell’artista di scavare, scoprire, andare oltre.
Anche il colore usato è importante per quel sostrato filosofico
e simbolico che porta con sé: il blu, ad esempio, è
Spirito, Spiritualità, il rosso Passione, il bianco Candore,
Purezza. La stessa ricerca è presente anche nelle pitture di
Patrizia Simionato, non estranee al mondo onirico ed allegorico dei
Simbolisti.
Da sempre affascinata dal mistero, dall’alchimia, dalle antiche
civiltà, ha scelto come proprio simbolo-firma una spirale arricchita
da sette raggi: il movimento della spirale ci conduce all’interno,
al centro dominato dallo spirito, in continuo dialogo e rapporto con
il mondo grazie a quei 7 raggi che si propagano verso l’esterno.
In Flowers, Patrizia Simionato espone stampe di fotografie rielaborate
al computer, ma anche pitture, legni, piccole sculture, poesie.
Sono lavori per lei nuovi, diversi dai bassorilievi che costituiscono
la maggior parte della sua produzione artistica, anche se assolutamente
affini a quelli nello spirito che li permea.
E’ la prima volta che l’artista ritrae dei fiori, pur
avendone sempre ammirato le forme, i colori, la varietà.
In essi ritrova l’eleganza e la simmetria, ma anche la fragilità,
la tenerezza, la bellezza dell’essere femminile, da lei esplorato
in quanto donna lei stessa.
I fiori evocano la Primavera, la Natura, la gentilezza, ed ognuno
di essi è portatore di un diverso messaggio, che si arricchisce
del significato dei colori vivi e sgargianti che li caratterizzano.
L’orchidea è sensuale, carnosa, strutturata; la campanula
è semplice, elegante; i fiori a calice rimandano a quanto
di più intimo è nella donna. I fiori che Patrizia
Simionato predilige sono però Iris e Magnolie: sono essenziali,
anche nella forma articolata e quasi scultorea che li caratterizza.
Dell’Iris ama quel blu profondo che si collega alla Spiritualità,
all’Interiorità di ciascuno, al Pensiero, mentre la
Magnolia è percepita più a livello tattile, fisico:
inoltre, è caratterizzata da bellissime foglie grandi, decise,
sicure di sé, che comunicano un senso di difesa e protezione.
L’artista non è attratta invece dal Garofano, che con
i suoi troppi petali disordinati è contrario all’idea
di forma nitida e precisa che sottende tutti i suoi lavori.
Le piccole stampe su tela realizzate studiano fiori singoli ingranditi
e resi quasi tridimensionali, mentre le grandi stampe su carta giapponese
mostrano la reiterazione dello stesso fiore, sovrapposto e moltiplicato
più volte, tanto da sembrare in procinto di uscire dai limiti
della cornice per sbocciare ed invadere lo spazio dello spettatore,
immerso così in un grande prato fiorito e dominato da emozioni,
gioia di vivere, un po’ di mistero. Tanto che, con Patrizia
Simionato, rispetto a questi Fiori viene da chiedersi: “avranno
anch’essi un’anima?”.
|
|